..:: ARTISTI: DADA ::..

Ci sono avvenimenti ed incontri che fanno parte del nostro destino, non avvengono per caso e lasciano un segno indelebile nella vita di ognuno: era l’anno 2000 e, inaspettatamente, una sera d’inverno incontrai la persona che fece scattare in me il prodigioso meccanismo. La mia vita iniziò così a cambiare…

Sin da bambina amo cantare. Fino a quel momento non avevo mai osato salire i gradini di un palco, ma quel giorno mi si presentò l’occasione giusta: una serata di karaoke tra amici, tutta nostra. Niente pubblico estraneo, solo noi, per ascoltare le voci che volevano farsi sentire. Io ero una di queste voci. Sì! Volevo farlo, volevo cantare, lo volevo davvero. Scelsi un brano che conoscevo dal menu delle canzoni, ma quando arrivò il mio turno, dovetti ammettere di avere paura, perché fondamentalmente ero una timida. Cedetti all’impulso di chiedere aiuto a qualche amico accondiscendente. Mi sentii un po’ vile ma, ormai, Ale aveva accettato di cantare con me. 

Le prime note mi procurarono un brivido lungo la schiena. Istintivamente cercai e trovai lo sguardo di lui poi, con la mano, cercai e trovai la sua, la strinsi forte fino quasi a farmi male e lui non la lasciò: allora mi sentii pronta. Tra le dita sudate, il microfono amplificava la mia voce inesperta e nuda, mentre Ale mi sorrideva, mi sosteneva e mi rassicurava in quei quattro brevi, interminabili minuti.

Mi sentivo terrorizzata davanti a tanta gente: tutti stavano guardando ed ascoltando me. Ma mentre cantavo, mi accorsi con mio stesso stupore che la paura mi stava magicamente abbandonando. Anzi, prendevo sempre maggiore coraggio dalla sensazione di libertà che stava impadronendosi della mia anima: quella era Vita! 

Come un paracadutista in caduta libera, mi lasciavo trasportare dall’euforia che mi toccava il profondo del cuore e dall’inebriante consapevolezza di essere, finalmente, veramente viva.

Quando la musica, lentamente, disperse le sue ultime note nell’aria, sfumando e lasciando il posto ad un applauso scrosciante, fui pervasa da un’emozione unica e bellissima, che non avevo mai conosciuto prima e che non sapevo ancora definire. Non mi chiesi se fossi piaciuta o meno perché, dentro me, un sentimento più forte di ogni giudizio stava prendendo il sopravvento. Chiusi gli occhi, felice.

Ale mi tirava piano verso un lato della sala: “Vieni, è finita!”

Solo allora riuscii a liberare la sua mano dalla stretta della mia, ma lasciandola ebbi la certezza che la forza che mi aveva trasmesso sarebbe bastata per sempre. Ansimante lo guardai sorridendo. Lui contraccambiò il sorriso e mormorò: “Hai visto che non c’era nulla da temere?”. 

Da allora, non ho mai più avuto paura di essere libera.

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